NOVEMBRE 2015

Novembre 2015 abbiamo sostenuto:

 

Associazione Progetto Strada

Scali Manzoni, 47 – 57126 Livorno (LI)

email: cantieregiovani@progettostrada.it
sito:
www.progettostrada.it
Se vuoi ulteriori informazioni puoi chiamare Cell. 329 6357508 , ti risponderà Filippo

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L’Associazione  Progetto Strada,   opera dall’anno 1999 – senza scopo di lucro – nel settore delle attività educative e ricreative a favore di minori e giovani, con particolare attenzione a coloro che versano in condizioni di svantaggio socio economico. L’associazione Progetto Strada gestisce il Cantiere Giovani, un centro di aggregazione per ragazzi che vanno dalla quinta elementare alla terza media dove poter trascorrere pomeriggi insieme unendo la lezione al gioco.La struttura del Cantiere Giovani, in comodato d’uso gratuito ha molti spazi suddivisi in aule che nel tempo sono state parzialmente arredate e trasformate per le attività dei ragazzi. Nell’ottica della trasformazione da Centro di Aggregazione a Centro Diurno, si sono resi necessari alcuni ammodernamenti. Una famiglia di benefattori ha ristrutturato una delle aule adibendola a spazio giochi e riunioni, gli ex allievi dei Salesiani invece hanno ristrutturato il bagno .

La testimonianza di Marco,

Sono Marco ho quasi 18 anni sono nato a Livorno. Sono cresciuto con mia nonna, mia madre e mio fratello fino a 11 anni. Mio padre non l’ho mai conosciuto. Quando avevo 11 anni mia madre è venuta a mancare, quindi il mio tutore legale è diventato mio zio. Ho continuato a vivere a casa mia ma a volte stavo da mio zio per qualche giorno. Grazie a mio zio ho iniziato a frequentare la parrocchia dei Salesiani e da li, grazie ad altre persone, sono stato inserito al Cantiere Giovani. Ero in terza media, quindi dovevo sostenere l’esame per la licenza media, ero preoccupato e un po’ spaventato ma, grazie all’aiuto del Cantiere Giovani, sono riuscito a diplomarmi!

 Subito dopo mi sono iscritto all’istituto alberghiero di Massa, che ho frequentato per due anni dopo essermi trasferito al convitto della scuola. Purtroppo al convitto dovevo autogestirmi completamente quindi non ho conseguito grandi risultati scolastici in quei due anni e ho deciso di ritirarmi dagli studi.

 Una volta tornato a Livorno ho ricominciato a frequentare il Cantiere Giovani e dopo qualche mese il coordinatore del Cantiere Giovani mi ha preso in affidamento. Dopo qualche tempo che frequentavo regolarmente il cantiere, gli operatori e il mio affidatario mi hanno proposto di prepararmi da privatista per reinserirmi nel mondo della scuola. Così mi sono preparato e sono riuscito ad accedere all’istituto tecnico per geometri di livorno, che attualmente frequento. Mi sono iscritto da poco a Parkour e continuo a venire regolarmente al Cantiere, anche se adesso studio da solo! Sono molto legato a questo posto e , in un certo senso, è un po’ una seconda casa per me.

Associazione GVAI

Gruppo Volontari Accoglienza Immigrati

Via del Fosso 170 55100 Lucca

Se vuoi ulteriori informazioni puoi chiamare
Cell. 347 9068776, ti risponderà Claudio

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L’Associazione GVAI è un’opera sociale della Diocesi di Lucca costituita all’interno della Caritas. Il gruppo ha avviato dal 1990 un percorso di ascolto e accoglienza ai migranti con l’apertura di servizi in risposta ai bisogni primari e ai nuovi bisogni. IL GVAI è un’associazione iscritta all’Albo Regionale delle Associazini di Volontariato e, come tale, è riconosciuta onlus. Grazie all’importante aiuto dei volontari il gruppo gestisce un centro di ascolto, cuore ed immagine del GVAI, il servizio Agenzia Casa ( istituito nel 1998 ) il banco alimentare, tre centri di accoglienza, due maschili ed uno femminile. IL Gruppo collabora inoltre all’attività della Mensa della Carità, gestita dalla Casa della Carità.

La testimonianza di Davit, raccontata con le parole di un volontario del GVAI

Davit viveva con i suoi genitori e i suoi nonni in un piccolo paese nelle campagne di Elbasan, in Albania, nessuno in famiglia lavorava e l’unica fonte di sostentamento erano le poche bestie di cui disponevano e i prodotti del loro piccolo appezzamento di terreno. Davit decise all’età di 14 anni di lasciare casa e provare a trovare fortuna in Italia; da là ha inizio la sua personale e rischiosa avventura che lo ha condotto fino da noi. Il suo primo grosso ostacolo fu il viaggio, che alla mercè di un negriero (a cui la famiglia dovette pagare una grossa somma indebitandosi) durò circa tre settimane, viaggio nel quale attraversarono clandestinamente a piedi il Montenegro, la Bosnia, la Croazia, la Slovenia, per poi entrare in Italia; a Gorizia, Davit stremato e mal nutrito conobbe un connazionale che lo aiutò ad arrivare a Milano, là dormì alla stazione dove conobbe un altro connazionale che era stato anni prima al nostro Centro di Ascolto a Lucca per esser aiutato in alcune pratiche, così Davit avendo sentito che l’uomo si era trovato molto bene a Lucca decise di venire in treno fino a qua; appena arrivato fu fermato dalla Polizia fuori dalla stazione per un controllo, da dove ovviamente risultò esser clandestino. La Polizia allora dopo un breve colloquio chiamò da protocollo i Servizi Sociali del Comune di Lucca che affidarono il ragazzo alla nostra comunità. I primi giorni furono duri per Davit, non conosceva nessuno e non parlava italiano, l’unico modo di comunicare con noi era attraverso la mediazione di un altro nostro ragazzo albanese che stava già da noi; inoltre era stremato dal viaggio e impaurito da ciò che gli avrebbe riservato il futuro, ma era anche un ragazzo molto serio e determinato quindi non ci mise molto a imparare la lingua (tutti i nuovi arrivati frequentano corsi di italiano tenuti da volontari o da altre associazioni). Giorno dopo giorno strinse amicizia con gli altri ragazzi ospiti della nostra Casa di Accoglienza e anche il rapporto con tutti i volontari è stato fin da subito molto positivo, infatti Davit era curioso, aveva voglia di imparare tutto ed era sempre disponibile ad aiutare nei vari lavoretti da fare al nostro Centro. Ma vorrei ricordare il rapporto speciale che Davit ha avuto con Suor Barbara, una delle Suore Figlie della Carità che fino a pochi giorni fa hanno abitato accanto alla Casa di Accoglienza dei ragazzi; la Suora ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita del ragazzo, le ha fatto da una sorta di nonna vera e propria, standogli sempre vicino anche nei momenti più difficili. Più difficoltoso fu invece all’inizio stringere amicizie con suoi coetanei italiani, ma anche questo ostacolo negli anni fu superato. Davit dopo qualche mese fu iscritto in terza media e conseguì il diploma con buoni risultati, e dopo poco iniziò un corso professionale biennale per conseguire la Qualifica Professionale in Meccanico Auto. Fin da subito Davit dimostrò di esser entusiasta di tale corso e nella sessione di stage fu inviato all’officina meccanica dove adesso lavora; finì infatti il corso col massimo dei voti e il titolare dell’officina lo assunse subito come apprendista. Penso che quel giorno se lo ricorderà per tutta la vita! Iniziato a lavorare e quindi a percepire uno stipendio regolare, ha continuato a vivere per qualche mese da noi cosi da poter mettere da parte un po’ di soldi per prendere una casa in affitto; cosi infatti è stato ma anche dopo avere lasciato la nostra struttura Davit ha sempre continuato a venire a trovarci e soprattutto ad aiutarci come volontario Testimonianza del rapporto familiare che si è creato negli anni tra noi e lui.

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Evento deputato alla raccolta fondi :

Modalità raccolta :  Tartufolotto

Somma raccolta ed interamente erogata 3000 euro

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